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    Disturbi dell'umore

    Disturbi dell’umore

    L’ umore è la disposizione emotiva che fa da sfondo alla nostra vita mentale.

    E’ una caratteristica relativamente costante dell’individuo, ed è il risultato dell’interazione di svariati fattori, che vanno dalla predisposizione ereditaria alle influenze ambientali.

    La tristezza, una emozione normalmente presente nella nostra vita, è una delle principali manifestazioni dell’abbassamento del tono dell’umore che talvolta può assumere caratteristiche distruttive, per esempio quando genera difficoltà nel funzionamento relazionale oppure quando si accompagna a un profondo ed incoercibile dolore esistenziale -quel dolore che non conosce speranza- e a una visione negativa di sé, del mondo e del futuro.

    Solo in questi casi deve essere considerata come una espressione patologica ed è appropriato parlare di depressione. La depressione può manifestarsi in varie forme: a volte è l’unica alterazione dell’umore (depressione maggiore, disturbo distimico), se invece si associa ad un patologico innalzamento del tono dell’umore parliamo invece di disturbo bipolare (disturbo bipolare I, disturbo bipolare II) o di ciclotimia:

    Depressione maggiore: la tristezza tipica della depressione si manifesta con una intensità e una durata -almeno due settimane- tali da peggiorare significativamente il normale livello di funzionamento della persona. Si associa a sintomi come: sentimenti di colpa e di autosvalutazione , perdita degli interessi e difficoltà di concentrazione. Sono spesso presenti alterazioni del sonno e dell’appetito.

    Disturbo distimico: l’ abbassamento del tono dell’umore si presenta con delle modalità non particolarmente intense, ma con ha una durata molto prolungata: almeno due anni. Causa un disagio clinicamente significativo e/o interferisce con il funzionamento sociale e lavorativo, ma non raggiunge quella gravità che caratterizza invece gli episodi di depressione maggiore.

    Disturbo bipolare I: ad uno o più episodi depressivi si associa almeno un episodio di eccitamento maniacale nel quale una persistente elevazione del tono dell’umore determina una marcata compromissione del funzionamento lavorativo e/o delle relazioni interpersonali. Si accompagna talvolta anche a manifestazioni psicotiche. In queste fasi di eccitamento sono spesso presenti un senso di grandiosità, una iperattività più o meno finalizzata, una accelerazione del pensiero (fuga delle idee) e alterazioni somatiche, sotto forma di una riduzione del bisogno di sonno e/o di un calo dell’appetito.

    Disturbo bipolare II: in questo caso ad almeno un episodio depressivo si associano uno o più fasi di eccitamento ipomaniacale, in cui l’innalzamento del tono dell’umore pur essendo qualitativamente simile a quello maniacale non raggiunge la sua gravità e non arriva mai a compromettere in modo significativo il funzionamento sociale e lavorativo della persona.

    Disturbo ciclotimico: è caratterizzato dalla alternanza per almeno due anni tra numerosi episodi di depressione e di euforia, che però rispettivamente non raggiungono mai la gravità della depressione maggiore né della mania.

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